Mostra · 13–15 novembre 2026

Second Skin

la trama delle cose fragili

Un progetto espositivo di Claudia De Luca A cura di Laura Bestetti

La pelle è il primo luogo della memoria. È ciò che custodisce, protegge, registra il passaggio del tempo.

Ma ogni pelle è destinata a trasformarsi: muta, si rinnova, conserva le tracce di ciò che è stato. Second Skin nasce da questa idea di una seconda superficie sensibile: una pelle nuova che non cancella la precedente, ma la accoglie e la trasforma. Un luogo di passaggio tra memoria e rinascita, tra ciò che permane e ciò che cambia.

Nel lavoro di Claudia De Luca la tarlatana, suo principale strumento di lavoro, diventa una materia di confine: tessuto fragile e resistente allo stesso tempo, trama aperta che lascia intravedere ciò che sta sotto. Attraverso stratificazioni, velature e interventi pittorici, la superficie non è più soltanto supporto, ma corpo: una pelle che respira, che trattiene ombre, gesti e sedimentazioni.

Siparium #5
Siparium #5, 50×50, tecnica mista su tela e tarlatana, 2024

La trama, elemento originario del tessuto, diventa anche trama dell'esistenza: una struttura invisibile fatta di ricordi, ferite, trasformazioni e possibilità. La fragilità non è assenza di forza, ma una diversa forma di resistenza, capace di custodire la grazia delle cose minime.

In dialogo con il mondo della moda e del design, Second Skin esplora il rapporto tra materia e identità, tra abito e corpo, tra superficie e profondità. Come un tessuto che avvolge senza nascondere, le opere invitano a guardare ciò che normalmente resta invisibile: la trama segreta delle cose.

Sorry for not #3
Sorry for not #3, 40×150, tecnica mista su tarlatana, 2026
Ouverture #2
Ouverture #2, 80×40, tecnica mista su tela e tarlatana, 2023
Stratificare
Stratificare, 94×76, tecnica mista su tarlatana, 2024
Il percorso

La mostra si costruisce come un attraversamento: non una sequenza lineare, ma una costellazione di passaggi in cui il visitatore è chiamato a fare esperienza diretta della soglia. Alcune opere si presentano come superfici sospese, quasi trattenute in uno stato di latenza; altre come accumuli che sembrano eccedere il proprio limite; altre ancora come frammenti identitari che dichiarano la propria incompiutezza.

Il percorso espositivo non accompagna, ma disorienta leggermente, invitando lo spettatore a rallentare e a riconoscere che è proprio nel momento di minima rottura che qualcosa si rende possibile.

Perché è nella trama delle cose fragili che la vita ostinatamente insiste.

I sigilli dell'ozio
I sigilli dell'ozio, tecnica mista su tela e tarlatana, 2026
Tutto tende al mare, quadrittico
Quadrittico tutto tende al mare, 40×30 cad., tecnica mista su tela e tarlatana, 2025
Senza titolo
Tecnica mista su tela e tarlatana
Date

13 – 15 novembre 2026

Dove

Labest, Lombardia 64 - 20131, Milano

Ingresso

Libero, con prenotazione consigliata per godere al meglio dello spazio

In corso in atelier

Mostra

Second Skin

la trama delle cose fragili — 13–15 novembre 2026

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